Giunto
a Maranello per la prima volta nell'agosto del 1986, mentre contribuisce
a far ritrovare competitività alla F1 87, con la sua nota metodicità
e pignoleria, John Barnard prepara la Ferrari del
ritorno al motore aspirato, previsto per il 1989. Questi studi
produrranno la 639, un prototipo laboratorio,
prefigurazione della 640. Presentata alla stampa a metà luglio
1989, la nuova monoposto rivela subito una chiara impronta distintiva.
Ancora non si è convinti che il nuovo cambio elettroidraulico
a 7 rapporti possa funzionare e infatti per molto tempo
si lascerà aperta la possibilità di un ritorno al tradizionale
cambio meccanico.
La
639 verrà provata a fondo ma non correrà mai, il suo destino sarà
quello di preparare la strada al progetto definitivo 640 che verrà
presentata alla stampa 7 mesi dopo.
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Nella
foto in alto la prima immagine "rubata" della 639,
guidata dal collaudatore Dario Benuzzi sul circuito
di Balocco. Dopo alcune difficoltà iniziali per avviarla, percorse
un rettilineo avanti e indietro svariate volte.
Nella foto subito sotto, tocca poi a Berger provare la nuova Ferrari,
che rivela la sua originale architettura. Dopo 8 anni c'è grande
emozione nel poter riascoltare il meraviglioso suono di un motore
Ferrari 12 cilindri aspirato.
Uno
dei punti di forza del nuovo progetto di Barnard si rivelerà essere
la sopsensione anteriore.
sotto
- la 639 conservata nel Museo Ferrari |
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Dalla
639 alla 640: così simili , così diverse
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639 |

640 |
Nei
disegni si nota la differenza tra i due modelli. Sulla 639 i serbatoi
laterali erano più lunghi mentre quello centrale era meno capiente.
I pacchi radianti erano più piccoli , più spessi e con una maggiore
inclinazione rispetto al telaio, mentre il roll bar era più largo.
La posizione di guida sulla 639 era più verticale e il roll bar
anteriore conteneva gli attacchi degli ammortizzatori. Nella parte
dell'abitacolo il telaio della 640 era più basso e tutta la parte
anteriore venne rivista, diventando meno spigolosa e con diversi
attacchi per gli ammortizzatori. Nella parte inferiore venne
ricavato un gradino, ispirato a quello apparso sulla March nella
precedente stagione. |
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Nei
disegni vengono presentate le più evidenti differenze tra il prototipo
639 (in alto) e la 640.
1)-
gradino nella parte inferiore del telaio 2)- telaio
e musetto abbassati rispetto 3)- cambiati gli
attacchi della sospensione anteriore 4)- cambiati
anche gli ammortizzatori 5)- sulla 639 gli ammortizzatori
erano attaccati in una centina ricavata nel roll bar anteriore
6)- tutta la zona centrale della 640 era più bassa e la
posizione del pilota più sdraiata. 7)- telaio completamente
rifatto 8)- radiatori dell'acqua della 640
più grandi e obliqui rispetto al telaio 9)- serbatoi
laterali più corti mentre quello centrale era più lungo e capiente.
10)- roll bar più corto 11)- cambiata pure
la carrozzerie alle spalle del pilota, più stretta e sagomata.
12)- cofano motore più stretto 13)-
sdoppiate le centraline elettroniche per motore e cambio, disposte
verticalmente e più piccole 14)- nuove canalizzazioni
per i radiatori dell'acqua 15)- nuova presa d'aria
per il motore 16)- cofano motore più stretto, tanto
che venne creato un rigonfiamento per le testate 17)-
rifatta la fusione esterna del cambio, che venne anche alleggerito
18)- i sensori esterni per informare sulla marcia inserita
vennero spostati all'interno della fusione. |
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Anche esteriormente le differenze tra la 640 (in alto) e la 639
(in basso) sono piccole ma evidenti. Barnard operò un generale
abbassamento della struttura e in particolare nella zona attorno
all'abitacolo, con una posizione di guida più sdraiata. Più stretta
anche la carrozzeria alle spalle del pilota.
sotto
- due immagini che mettono a confronto la parte posteriore
della 639 (a sinistra) con quella della 640 (a destra), più stretta
ed essenziale.
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I diritti d'autore delle immagini appartengono
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Pagina
pubblicata il 17/3/2009
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